18 gennaio, ore 8:00: VISITA ALLA SINAGOGA DI PARK EAST E INCONTRO CON IL RABBINO ARTHUR SCHNEIER

Il Cardinale Sepe ha visitato oggi per la prima colazione la Sinagoga di Park East, diretta dal Rabbino Arthur Schneier. La sinagoga è un’istituzione a New York, una città dove la comunità ebraica, nelle sue varie sfaccettature, arriva ad avere quasi 2 milioni di membri.

Attorno a una tavola apparecchiata, con bandiere americane e italiane e una colazione tipicamente “Jewish” , si sono riuniti il Cardinale Sepe e alcuni tra i più importanti leaders della comunità ebraica newyorkese, dal Rabbino Schneier al Direttore del Museo del Jewish Heritage David Marwell al Direttore del movimento Bnai Berith, Mr David Michaels, a Jack Rosen il Vice-presidente dell’American Council for World Jewry a Maurizio Molinari, inviato della Stampa e attivo membro della sinagoga e della vita ebraica newyorkese.

Rabbi Schneier ha aperto l’evento ricambiando l’ospitalità del Cardinale Sepe a Sant’Egidio nel novembre 2007 e parlando di come nella porzione di Torah di questa settimana (parashà) si aprlasse proprio dei dieci comandamenti, le fondamenta etiche comuni di entrambe le religioni. Il Rabbino ha anche ricordatola la visita di Benedetto XVI alla Park East Synagogue, la prima visita di un Papa in una sinagoga negli Stati Uniti e anche la sua visita a Roma al tempio Maggiore durante l’incontro tra Rav DiSegni e Benedetto XVI nel Gennaio 2010.

Anche il Cardinale si è detto felice e onorato dell’ospitalità e ha ricordato l’incontro del 2007 e ha sottolineato il volere della Chiesa di continuare nello spirito di Nostra Aetate di Giovanni Paolo II. “Quando ci si conosce, si parla e s’impara a rispettarsi” ha detto ai suoi compagni di tavolo. “In seguito all’incontro del 2007 ho creato a Napoli un comitato ebraico-cristiano e ci riuniamo tre volte l’anno per approfondire argomenti che decidiamo insieme. Speriamo anche di costruire una sinagoga a Napoli”

Il Cardinale ha anche ricordato come Giovanni Paolo II chiamasse gli ebrei “fratelli maggiori” e Benedetto XVI “i Padri della fede”.

Oltre a un interesse a un’amore per l’Italia da parte della comunità ebraica newyorkese, la conversazione ha affrontato i temi seri della politica e il rapporto tra la Chiesa Cattolica e lo Stato d’Israele, il risorgere dell’antisemitismo e l’Olocausto. Il Cardinale ha spiegato l’interesse della Chiesa per lo Stato d’Israele dal punto di vista spirituale, culturale e sociale, i rapporti tra la diplomazia e si è soffermato sui valori comuni come quello della famiglia che uniscono i due popoli. Ha anche ricordato che durante l’Olocausto mentre studiava in un seminario, gli era proibito andare all’ultimo piano dove erano nascosti degli ebrei durante le persecuzioni, protetti dalla Chiesa e ricordato che tra poco (27 Gennaio) in Italia si celebrerà la Giornata della Memoria.

Anche a New York, infatti, Rabbi Schneier partecipa da sempre a questo giorno di ricordo Internazionale in cui vengono letti i nomi dei deportati al consolato Italiano su park Avenue.”La Posizione della Chiesa sull’antisemitismo è molto dura oggi.” Ha detto Sepe “per un cristiano l’antisemitismo è peccato. Forse la Chiesa potrebbe fare di più ¨ma sicuramente spinge verso la pace e il dialogo. Anche i media come Radio AVaticana o l’Osservatore Romano aiutano ad essere sempre informati su Israele”. “Chi nega l’Olocausto è una scheggia impazzita e da parte mia c’è la condanna totale.”

La colazione si è conclusa con la consegna da parte del rabbino di una coppa per il vino, che gli ebrei usano per il rito del kiddush, la benedizione del vino, ricordano come entrambe le religioni incorporano il vino nel loro rito e come l’essere seduti a un tavolo condividendo da mangiare e da bere sia un momento di totale umanità e solidarietà.