18 gennaio ore 10-12:30 . DUE VISITE DEL CARDINALE SEPE ALLE NAZIONI UNITE

Questa mattina, dopo un breve incontro con l’Ambasciatore Carlo Maria Ragaglini alla Missione Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, a cui non era ammessa la stampa, il Cardinale Sepe si e’ recato alla Missione Permanente dell’Osservatore della Santa Sede.

Qui ha incontrato il Nunzio Apostolico Mons. Francis Assisi Chullikat, nominato lo scorso luglio da Papa Benedetto XVI Osservatore permanente.

Sepe ha avuto modo di celebrare Messa al primo piano della palazzina, in una sala “campana” che si distingue per il pavimento fregiato di una squisita composizione di piastrelle di maiolica dipinte a mano con simboli floreali e lo stemma pontificio eseguito da artigiani del salernitano.

La funzione, celebrata in inglese, è stata molto toccante e raccolta. Prima dell’Omelia il Nunzio ha ringraziato Sepe per la visita, e ha detto che renderà ancora più stretti i rapporti tra le città di Napoli e New York. Chullikat ha inoltre ricordato l’operosità del popolo partenopeo, che si è espressa nei risultati sociali e professionali dei discendenti degli immigrati napoletani.

Sua Eminenza ha pronunciato una breve, ma sentito discorso in Iialiano. Il discorso, pronunciato “a braccio”, si è focalizzato sui temi del coraggio e della speranza, anche in relazione all’attuale situazione del capoluogo partenopeo.

Sepe ha sottolineato come sia egualmente importante “non oscurare le mancanze [che ci sono state a Napoli], ma anche non arrendersi” e ha insistito sulla necessità della “collaborazione della comunità tutta, in quanto vi è una corresponsabilità di tutti, per ottenere un miglioramento della situazione e per riottenere la nostra dignità”.

Durante l’incontro il Cardinale ha anche trovato il tempo di conversare con alcuni rappresentanti della stampa e ha ribadito anche quanto sia importante il dialogo interreligioso e sottolineando comi creda fermamente e abbia sperimentato in prima persona la profonda amicizia tra cattolici ed ebrei.

Non sono mancate le domande di politica e attualità. Gli è stato chiesto se pensa che le istituzioni non abbiano fatto a sufficienza per Napoli nel passato, e ha risposto dicendo che è un tema che esula dalle sue competenze, ma il suo pensiero personale è che si sarebbe potuto fare di più. Ha invece evitato con eleganza e simpatia la domanda sulle recenti vicende del premier Berlusconi: “Cosa ne pensa delle cose che sono state pubblicate su Berlusconi dall’Avvenire?” “Non saprei” ha ribattuto “sono a New York e qua non c’e’ l’Avvenire”.