Il Cardinale Sepe, il Rabbino Arthur Schneier e il corrispondente da New York de La Stampa al dibattito tenutosi presso la Scuola d'Italia 'G. Marconi'

Cronaca della quinta giornata del Cardinale Sepe a New York (21 gennaio 2011)

(21 January 2011)

Ore 9:30
DIBATTITO SU “NAPOLI E NEW YORK: PORTI DI DIALOGO”, CON IL CARDINALE SEPE E IL RABBINO SCHNEIER ALLA SCUOLA D’ITALIA ‘G. MARCONI’ DI NEW YORK. TENUTOSI DAVANTI A CENTINAIA DI GIOVANI ALLIEVI, L’INCONTRO ERA DEDICATO AL DIALOGO INTERCULTURALE E INTERRELIGIOSO.


Questa mattina il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe ha visitato la Scuola d'Italia Guglielmo Marconi, scuola elementare, media e liceo bilingue di New York. Ha incontrato gli allievi e si è confrontato con il Rabbino Schneier della Park East Synagogue sul tema del dialogo interreligioso ed interculturale. Moderava il corrispondente de La Stampa a New York Maurizio Molinari. Il dibattito, intitolato "New York e Napoli: porti del diaologo" è il primo evento della "Settimana della Memoria" organizzata dal Consolato Generale d'Italia per commemorare le vittime dell'Olocausto.

La discussione è stata preceduta dalla lettura di alcune memorie selezionate da Stella Levi, membro del Board of Directors del Centro Primo Levi di New York e presente all'evento, tratte da "Il Libro della Shoah in Italia" curato da Marcello Pezzetti. A leggerle gli attori Robert Zuckerman ed Antoinette La Vecchia insieme a due studenti della  Scuola d'Italia.

Il Console Generale d'Italia, Francesco Maria Talò, salendo sul palco dopo il recital ha commentato “è difficile tornare a parlare dopo avere assistito ad una tale discesa negli inferi”. Ed ha aggiunto, riferendosi all'evento organizzato dal Consolato ogni anno nel Giorno della Memoria, che anche questo 28 gennaio personalità del mondo cattolico ed ebraico leggeranno di fronte alla sede consolare i nomi degli ebrei italiani deportati. Ha infine ribadito l'importanza della partecipazione dei giovani, che sono i nuovi portatori di questa cruciale memoria.

E la prima domanda a Sepe e Schneier, entrambi testimoni dell'Olocausto, il primo sopravvisuto alla Shoah nel ghetto di Budapest, il secondo come giovane seminarista in una palazzo che ospitava ebrei, verteva sul ruolo chiave della memoria.  “Ho assistito al rogo dei libri da parte dei nazisti, e poi al rogo dei membri della mia famiglia” ha detto Schneier. “Dobbiamo imaparare da questa tragedia; dobbiamo mantenerne la memoria viva”. Sepe gli ha fatto eco dicendo che “è chiave mantenere viva l'attenzione sull'educazione delle nuove generazioni per evitare che possa ripetersi un inferno simile”. Sepe e Schneier hanno concluso concordando che libertà e democrazia sono l'antidoto più efficace contro queste follie di massa.

Sepe ha aggiunto che sembra che “a Napoli non ci sia mai stata una legge persecutoria contro gli ebrei”, e ha anche annunciato l'intenzione di organizzare un covegno a Napoli per confermarlo. E a riguardo ha invitato il Rabbino a prendervi parte.

A conclusione della mattinata, il Cardinale Sepe ha donato al Rabbino Schneier un presepe napoletano in miniatura che fino a pochi giorni fa era esposto all'Istituto Italiano di Cultura di New York, parte della mostra voluta dalla Curia di Napoli ''Nativity in the World''.

ORE 12:00
VISITA ALLA SEDE DI NEW YORK DELLE SUORE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA.


Tappa imprevista ma ideale conclusione per il viaggio del Cardinale Sepe a New York, una visita al convento delle suore missionarie di Madre Teresa di Calcutta nel Bronx.

Il Cardinale, che nei suoi viaggi internazionali ha incontrato diverse volte Madre Teresa, teneva molto a vedere le sorelle di New York. Nei giorni scorsi, tuttavia, la fittissima serie di inviti gia’ in programma non ha offerto alcuna possibilità. L’ultimo giorno, a poche ore dalla partenza, il Cardinale ha deciso di andare lui stesso a trovare le suore.

La piccola missione si trova in una zona molto comune del Bronx, quasi insiglificante, tra tante palazzine basse e piuttosto disastrate, esattamente la location che ci si immaginerebbe per le devote di una suora come Madre Teresa. L’interno modesto è infuso di spirtitualità e comunica una serenità di spirito difficile da descrivere.

Il Cardinale Sepe, visibilmente commosso, ha pregato con le suore ed ha celebrato la Santa Messa prima di ripartire alla volta dell’aeroporto.